Dio mi ha rovinato la vita e la potrebbe rovinare anche a te

titolo politicamente scorretto per un amore politicamente corretto

Oggi ho un diavolo per capello.
 
Ieri sera, prima di andare a dormire, una bambina di 10 anni con l’alopecia ha chiesto a sua madre: “Cosa ho fatto di male perché Dio mi facesse cadere tutti i capelli?”
 
Sono tornata indietro di 20 anni in una frazione di secondo.
 
Ero nel letto, stavo piangendo.
Parlavo con Dio con gli occhi rossi di pianto rivolti verso il cielo e lo sai bene, non è vero?, che parlare nella notte quando è fonda è come urlare in cima ad un kenyon.
 
E singhiozzare nella notte quando è fonda è come sentire un’aquila a caccia d’amore.
 
E sentire le proprie parole di disperazione sbattere nel muro e tornarti indietro dritte nei timpani, ti fa perdere la speranza che qualcuno veramente sia in ascolto.
 
Ma ci parlavo con Dio. Anche se non sapevo da che parte parlare, ci conversavo perché nella mia famiglia siamo tutti battezzati – quindi parlare al vento è altamente consigliato – e perché andavo dalle suore che ogni mattina ci facevano dire la preghiera appena tutti erano arrivati in classe, una preghiera per ringraziarlo.
 

Dio, quella moneta di scambio con due facce: il DIOGRAZIE e il DIOPERCHÉ.

 “Cosa ho fatto di male per meritarmi questo.”
Mi è salita una rabbia immensa, dal cuore dell’ombelico fino ad arrivarmi all’orecchio mentre distinguevo esattamente queste parole sussurrate da un ricordo.
 

LASCIA CHE TI CHIEDA QUALCOSA CHE PER ME È TROPPO TARDI PER DARE UNA RISPOSTA:

  • Cosa sarebbe successo se invece di crescere in una cultura che promuove la punizione divina, fossi cresciuta in una cultura che promuove la diversità, la crescita personale, la naturalezza di arrivare a capirsi attraverso il “farsi le ossa con l’esperienza“?
  •  Come avrei vissuto la mia adolescenza se invece di sentirmi costantemente in colpa nei confronti di me stessa perché mi strappavo i peli, mi fossi posta le giuste domande?
  • Come avrei accolto gli insegnamenti se invece di sentirmi in colpa nei confronti dei miei genitori, avessi saputo come condividermi, aprirmi e liberarmi senza vergognarmi?
  • Quanto più in fretta sarei maturata nella giusta direzione se invece di sentirmi in colpa nei confronti di Dio – perché nasci già in deficit per tutti quelli che hanno peccato prima di te a prescindere -, fossi stata cresciuta da una cultura che ti sprona ad amarti per come sei?
 
Una cultura che accoglie le difficoltà per quel che sono: una sfida.
 
Una cultura che ti abbraccia, ma poi ti tira anche un calcio nel didietro e ti dice: “smettila di farti le seghe mentali e agisci, perché solo sbagliando, si impara.”

E soprattutto che dice SE SBAGLI NON SIGNIFICA CHE SEI SBAGLIATO!

Che si fottano le punizioni divine e che si fottano i sensi di colpa.
La vita è tutta un’altra storia che non inizia né con Adamo, né tantomeno con Eva.
 
Piccola, Dio non ha assolutamente nulla a che fare con l’ingiustizia. L’ingiustizia è una forma di autocommiserazione che sperimentiamo naturalmente quando vediamo che le altre persone hanno ciò che non abbiamo, ma ancor più quando vediamo qualcosa che avremmo voluto avere anche noi.

Non spetta a Dio o a nessuna religione decidere dove, da chi o perché siamo nati in questo modo. Siamo nati in questo modo, come qualsiasi altro animale o pianta sulla terra. Nasciamo diversi e asimmetrici e produciamo tutti gli stessi rifiuti organici. In realtà, invidio il mio ragazzo che produce molti più rifiuti organici di me.

Non c’è niente di sbagliato in te solo perché sei evidentemente diverso dalla maggior parte delle persone che vedi ogni giorno. Siamo circa 8 miliardi di persone che vivono su questa terra e siamo piuttosto messi in qua e in là. Ma se potessimo vivere tutti insieme come vivono a Manhattan, saremmo tutti vicini di casa in Nuova Zelanda e il resto del mondo sarebbe lasciato vuoto, ma incontreresti MOLTE ALTRE PERSONE CHE SEMBRANO TALI E QUALI UGUALI A TE!

Ok. Mi sto perdendo in fatti divertenti, ma è solo per dire che devi smettere di riferirti a Dio come se avesse le risposte. Mr. DIOSOLOSA ha rovinato la mia vita e può rovinare la tua.

Preparati per qualche cazzata filosofica: Dio è un concetto. E i concetti cambiano da un minuscolo cervello a un altro minuscolo cervello agli altri 7 miliardi di piccoli cervelli. Non basare la tua felicità su un concetto così personale, soggettivo e inaffidabile.

Puoi basare la tua felicità su ciò che sai che ti rende felice in questo momento e quella risposta si trova solo in te. Non cercarla all’esterno o perderai la giusta via pensando che qualcun altro possa dirti ciò che ti piace, che qualcun altro possa stabilire le regole della tua felicità.

Se qualcuno là fuori, e ci sarà, ti farà sentire meno di te, se ti fanno sentire brutto o inutile o impotente, ti fanno sentire che loro sono meglio di te e senti di subire l’ingiustizia del mondo come ti fosse seduta a culo nudo sulle spalle, pensa sempre che queste persone CACANO COME TUTTI GLI ALTRI. La loro cacca non ha l’odore delle rose e questa è l’unica cosa certa che Dio ha fatto per noi umani.

Ecco cosa ti dico, ragazzina di 10 anni:
Credi di più nel tuo giudizio, credi in chi vedi riflesso nello specchio e questa volta sarà Dio stesso a trovare le sue risposte in te.

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